Un regalo solidale per il natale 2014

gifts-41100_640Oggi abbiamo deciso di accogliere nel nostro blog un appello fatto da AIRC a favore de bambini affetti da tumore. Spero che anche voi vogliate contribuire con un dono solidale, qui di seguito l’articolo che vogliamo proporvi.

Come vivere il Natale in modo meno consumistico tipici del Natale occidentale?

Scegliere un regalo solidale vuol dire dichiarare chiaramente e concretamente la propria responsabilità sociale. Con questo tipo di dono, avrai la possibilità di sottolineare il tuo impegno etico a favore della ricerca contro i tumori pediatrici e comunicare la tua attenzione per il sociale.

Muovendosi da un prospettiva etica, dunque possibile ripensare il regalo del natale fin nei minimi dettagli: ad esempio, piuttosto dei classici bigliettini di auguri, per augurare buone feste in azienda o in famiglia, perché non inviare dei doni e dei messaggi augurali solidali?

Avrai con noi 5 opzioni da scegliere (messaggi in forma di lettera, con calendario, con i cioccolatini, con Book light, con la app per il cellulare), tutte idee originali e tutte personalizzabili, con la data, i nomi e le informazioni riferite al progetto per cui avete donato tali biglietti o oggetti, a ricordo del tuo atto di solidarietà.

La scelta solidale, in forma di dono materiale o immateriale che sia, rappresenta il tuo interessamento di solidarietà nella causa che sostieni. L’offerta include i messaggi augurali solidali, piccoli omaggi o gadget come quelli che trovi nel sito.

I regali solidali possono davvero diventare un atto di sostegno immediato e tangibile, una testimonianza della propria impegno, collaborando attivamente con chi come AIRC lavora fin dal 1965 con i suoi progetti nei quali si ?? sempre impegnata a sostenere la ricerca oncologica nel nostro Paese.

Queste sono sicuramente scelte consapevoli da parte di chi vuole fare un dono e dare una chiara indicazione alla propria cerchia professionale ma anche affettiva, amicale e familiare di una responsabilità precisa nella lotta al cancro infantile che coinvolge se stessi e il mondo che ci circonda.

Questa formula ha diversi vantaggi: l’apporto economico che darai sostiene nello specifico la realtà  della ricerca sui tumori pediatrici in Italia, il cui impegno ha un valore sociale significativo. I regali solidali dell’AIRC dirigono anche un’azione di sensibilizzazione per chi li riceve. Queste tipologie di contributi sono generalmente del tutto deducibili e daranno un segno concreta delle tue scelte consapevoli. Leggi il resto di questo articolo »

La Fecondazione In Vitro con Transfer Embrionale (FIVET)

La FIVET è una tecnica di secondo livello della PMA, la quale consente di far incontrare ovuli e spermatozoi all’esterno dell’utero, cioè in vitro, e di seguire la fecondazione; la FIVET fu messa a punto per permettere il concepimento alle donne prive di tube.

Nel 1978 nacque il primo bambino in provetta ed oggi la tecnica non si limita più alle anomalie tubariche, ma si applica anche in casi di precedenti infezioni genitali, aderenze post-chirurgiche, gravidanze extra-uterine oppure endometriosi (malattia caratterizzata dalla presenza anomala di mucosa uterina nel peritoneo e nelle ovaie). In associazione con la ICSI, la FIVET si impiega anche in caso di anomalie del liquido seminale, di fallimenti ripetuti di altre tecniche di inseminazione e di infertilità sconosciuta. Leggi il resto di questo articolo »

Inseminazione artificiale (IA).

L’inseminazione artificiale è la più diffusa e anche la più conosciuta tra le tecniche di PMA di base: essa consiste nell’introdurre gli spermatozoi all’interno del corpo della donna allo scopo di favorire la nascita di un embrione. Vari i luoghi dove si possono porre gli spermatozoi: nella vagina (inseminazione intravaginale o IVI), nel canale cervicale (inseminazione intracervicale o ICI), nelle tube (inseminazione intratubarica o ITI), nell’addome (inseminazione intraperitoneale o IPI) o nella cavità uterina (inseminazione intrauterina o IUI). Quest’ultima è la tecnica più usata, tanto che si tende spesso a definire l’intera gamma di inseminazioni possibili con la sola sigla IUI. Essenzialmente, un’inseminazione artificiale prevede una serie di tappe possibili che possono o meno essere eseguite, a discrezione del ginecologo e delle condizioni cliniche della paziente: in generale, si procede inizialmente ad una stimolazione dell’ovulazione, in cui si assumono farmaci che inducono l’ovulazione o stimolano le ovaie a produrre follicoli. Segue un monitoraggio dell’ovulazione tramite ecografie ed eventualmente dosaggi ormonali. Leggi il resto di questo articolo »

Induzione dell’ovulazione.

Una delle terapie dell’infertilità usate più frequentemente per le donne consiste nell’impiego di sostanze che stimolano l’attività delle ovaie. L’induzione controllata dell’ovulazione consiste proprio nella somministrazioni di farmaci che agiscono a livello ovarico e stimolando la produzione dei follicoli.

Questa tecnica mira a provocare l’ovulazione in soggetti che altrimenti non potrebbero farlo, in quanto soffrono di anovulatorietà cronica, ed è anche una delle fasi della IA (vd. punto 10), in cui la somministrazione delle gonadotripine è fondamentale e precede di poco il momento clou dell’introduzione degli spermatozoi nell’apparato genitale femminile.  Nelle tecniche di fecondazione in vitro (FIVET), la dose di gonadotropine viene decisa in base a programmi personalizzati, per stimolare una produzione dei follicoli in numero più elevato rispetto alla inseminazione artificiale. Il dosaggio deve comunque essere sempre controllato, al fine di ridurre il rischio di effetti collaterali come la Sindorme da Iperstimolazione Ovarica.

La cosidetta stimolazione dell’ovulazione serve in donne che ovulerebbero anche senza farmaci. Funziona in maniera simile all’induzione e si utilizza soggetti che soffrono di oligomenorrea e che ovulano meno del normale, con conseguenti minori possibilità di rimanere incinta. Questa è anche la prima fase nelle tecniche di fecondazione assistita. I ginecologi possono decidere di sottoporre a una leggera stimolazione anche pazienti che ovulano normalmente, per aumentare le probabilità di un concepimento. Si usano a tale scopo il clomifene e ancora le gonadotropine, farmaci usati anche nella FIVET e nella induzione dell’ovulazione, ma le dosi sono molto più basse.

La chimica regola tutto in questo tipi di tecniche: per evitare un’ovulazione prematura, viene eseguita la cosidetta soppressione ipofisaria con farmaci che bloccano l’attività dell’ipofisi. Oggi i farmaci usati sono gli “analoghi del GnRH” (Decapeptyl, Enantone) e gli “antagonisti del GnRH” (Orgalutran, Cetrotide), somministrati come “preparati depot”, cioè con somministrazioni singole ad effetto prolungato, o come preparati ad emivita breve, i quali cioè richiedono somministrazioni giornaliere

Tecniche di fecondazione assistita.

Tra le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) quelle cosidette di base, sono le più semplici e meno invasive e prevedono una minima o nessuna manipolazione dei gameti e una fecondazione in vivo che avviene all’interno del corpo della ricevente.

Prima di tutto c’è il monitoraggio ecografico dell’ovulazione: si controlla con le ecografie transvaginali ripetute la crescita del follicolo. Essa consente di verificare se avviene l’ovulazione e permette di avere rapporti sessuali mirati. Le ecografie possono essere accompagnate da dosaggi ormonali dell’estradiolo (prima dell’ovulazione) e del progesterone (dopo l’ovulazione).

Un passo successivo è l’inseminazione artificiale (IA), omologa o eterologa : il liquido seminale viene trattato per selezionare gli spermatozoi più mobili e iniettarli  all’interno di diversi punti dell’apparato genitale nel periodo dell’ovulazione, sia essa spontanea, oppure indotta. Molto praticata è la IUI (l’inseminazione intrauterina). Naturalmente dove è legale, si pratica la inseminazione eterologa con donazione di sperma e ovociti , oppure direttamente l’adozione di embrioni, donati da altre coppie che si sono sottomessi a tecniche di riproduzione assistita .

Le tecniche avanzate sono più invasive e articolate, come la fecondazione in vitro (FIVET), che consiste in una forte stimolazione ovarica per produrre molti follicoli in entrambe le ovaie . Giunti a maturazioni, essi vengono punti con un ago e nel liquido aspirato vengono isolati  gli ovuli per la fecondazione. Nel frattempo, il liquido seminale viene trattato come per l’inseminazione intrauterina, e gli spermatozoi più mobili sono messi a contatto con gli ovuli. Dopo due o tre giorni, gli embrioni saranno trasferiti nell’utero attraverso un piccolo tubo di plastica. Ottima se le tube non funzionano, nei casi d’infertilità inspiegata e o per quella maschile di media gravità.

La microiniezione spermatica intracitoplasmatica (ICSI) ricorre nei casi d’infertilità maschile, in presenza di spermatozoi molto deboli, inseriti uno ad uno direttamente in altrettanti ovuli. Dopo circa 40 ore si formano gli embrioni che, come succede nella FIVET, verranno trasferiti in utero.

Quando nel liquido seminale non ci sono spermatozoi, si procede al prelievo chirurgico di essi (Testicular Sperm Extraction – TESE): è una biopsia testicolare che si usa come fonte di spermatozoi per eseguire successivamente la ICSI.

Se Fivet e ICSI falliscono ripetutamente, un’ultima tecnica è la coltura delle blastociti, cioè la coltura prolungata degli embrioni durante i cinque giorni seguenti alla fecondazione.

Cos’è una clinica di riproduzione assistita?

Presso i Centri o cliniche di riproduzione assistita vengono attuate procedure e trattamenti di procreazione medicalmente assistita, regolamentate e ammesse dalla legge vigente nel paese di riferimento.

La struttura della clinica è cioè autorizzata all’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita solo all’interno della legislazione. Ad esempio in Italia un’equipe scelta di medici e biologi presso i centri rendono possibile eseguire un iter diagnostico completo, il quale permette di esaminare i diversi aspetti che possono essere causa dell’infertilità ed effettuare quindi la terapia più indicata. Generalmente si effettuano controlli ormonali per entrambi i partner, controlli del seme (spermiogramma), ecografie e controlli delle tube e poi si procede alla fecondazione assistita omologa e alla diagnosi preimpianto .

In Spagna, l’unità di sterilità è omologata dagli organismi nazionali per effettuare tutte le tecniche di procreazione assistita consentite dalla legislazione. In questo Paese si allarga lo spettro dei trattamenti praticati: oltre all’inseminazione intrauterina (IUI) omologa, in terra iberica è consentita quella eterologa, così anche un ciclo di FIVET con donazione di seme o di ovociti è sia omologa che eterologa. Nelle cliniche ispaniche si può accedere all’ovodonazione e all’embrioadozione, entrambe vietate in Italia.

In conformità con la legge spagnola, la donazione di gameti è anonima ed è impossibile scegliere il donatore o la donatrice; la scelta viene invece effettuata dal team medico della clinica, seguendo criteri precisi come la compatibilità di gruppo sanguigno e le caratteristiche somatiche.

Anche il tipo di pazienti cambia: in Italia solo coppie etero e sposate, in Spagna anche donne single, coppie lesbiche e coppie conviventi.

Con le cliniche spagnole in genere si può ottenere quasi subito un primo appuntamento:  le liste d’attesa per IUI (inseminazione intrauterina ) e FIVET (fertilizzazione in vitro) sono brevissime. Il prezzo di un ciclo di IUI con sperma di donatore va dai 600 € fin oltre i 1000, per la IUI con stimolazione ormonale occorre aggiungere il costo dei farmaci. Per la fecondazione in vitro i prezzi variano tra le diverse cliniche e sono intorno ai 3500 €, esclusi i farmaci.

Cause di infertilità.

L’infertilità è quella condizione per cui, dopo un anno di rapporti sessuali non protetti, una coppia non riesce ad concepire un bambino: riguarda dal 13% al 16% delle coppie in età fertile.

Le cause di sterilità maschile sono principalmente dovute ad un difetto nei dotti che provengono dai testicoli e all’alterazione della produzione di spermatozoi. Quest’ultimo problema può essere generato 1) da un numero insufficiente di spermatozoi; 2) da una scarsa mobilità di essi; oppure 3) da anomalie in seguito alle quali gli spermatozoi non sono adatti alla riproduzione. È sempre possibile ricorrere all’analisi del liquido seminale per scoprire le cause della sterilità.

Una diminuizione degli spermatozoi può essere legata anche a svariati fattori o malattie come il criptorchidismo (la mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale), l’insufficienza testicolare, la iperpiressia (quando il valore della temperatura corporea supera i 41.5°C), l’orchite (un’infiammazione acuta o cronica di uno o di entrambi i testicoli), l’ostruzione del sistema eiaculatorio, l’esposizione a radiazioni, e infine la sindrome di Klinefelter, un’anomalia genetica che comprende testicoli piccoli. Leggi il resto di questo articolo »

Donazione di ovociti.

In Spagna la donazione di ovociti è regolata dalla Legge 14/2006 del 26 maggio, assolutamente anonima e soggetta a un compenso minimo per la donatrice.

Questa tecnica, praticata per la prima volta nel 1983, prevede la donazione di ovociti da una donna ad un’altra che non li produce o ne ha di qualità modesta. e hanno così pochissime o nessuna probabilità di avere un figlio anche con le tecniche di fecondazione assistita tradizionali.

Essa si realizza tipicamente in tre fasi; nella prima, la donatrice si sottopone al trattamento ormonale tipico della fecondazione in vitro, che ha lo scopo di stimolare la maturazione degli ovociti nel numero maggiore possibile. Nella seconda, gli ovociti vengono poi raccolti e fecondati in vitro. Infine, nel terzo e ultimo step, uno o più degli embrioni così ottenuti vengono trasferiti nell’utero della donna ricevente. Se gli embrioni sono numerosi, alcuni possono essere congelati per un uso futuro, ma non in Italia, dove la criopreservazione è vietata e sono massimo 3 gli ovociti impiantabili.

Di solito, nelle settimane che precedono il trasferimento di embrioni, la paziente deve seguire un protocollo ormonale a basso dosaggio, cioè estrogeni per via orale o per inoculazione, in modo da preparare l’utero.

Diverse leggi regolano nel mondo questa pratica legata alla fecondazione assistita e diversi sono anche gli approcci etici alla questione. Leggi il resto di questo articolo »

Perché decidere di ricorrere alla procreazione assistita in Spagna?

Dopo l’approvazione della legge 40, del 10 marzo 2004, che vieta ogni forma di fecondazione eterologa, limita il numero di embrioni producibili e vieta la crioconservazione degli embrioni, sono tantissime le coppie italiane che vanno temporaneamente fuori per effettuare la procreazione assistita, dirigendosi soprattutto verso la Spagna, meta non solo più vicina a noi, ma con la legge più avanzata di Europa in materia.

Accoglienza pronta, medici esperti ed interpreti italiani che affiancano i pazienti in ogni momento. La Spagna vanta anche una percentuale di successo delle fecondazioni assistite altissima. La legge obbliga i centri a redigere un Registro di Attivita’ che raccolga tutti i dati riguardanti le operazioni svolte. Ad esempio, l’istituto Vallenciano de Infertilidad (Ivi), con i suoi dodici centri, dichiara che le donne incinte dopo una Fivet o una Icsi sarebbero oltre il 60 per cento, mentre l’Istituto Marqués di Barcellona registra il 47 per cento.

La Spagna permette la fecondazione eterologa per le coppie anche completamente sterili, l’inseminazione e/o l’ovodonazione per tutte donne single a prescindere dall’orientamento sessuale, una diagnosi pre-impianto per la prevenzione di malattie ereditarie e l’istituzione di strumenti di controllo dei centri preposti a tali pratiche. Si riconosce inoltre alla coppia o alla donna il diritto di decidere il destino dei “pre-embrioni” non utilizzati. Leggi il resto di questo articolo »

Riproduzione assistita in Spagna anche per le donne single.

“Garantista” e “aperta al futuro” e’ stata la dichiarazione resa dalla ministra della Sanita’ Elena Salgado in merito alla legge iberica del 2006 sulla fecondazione assistita. E in effetti in Spagna i casi di madre sola sono almeno triplicati negli ultimi 5 anni.

Come abbiamo visto nel punto precedente, tra le altre cose la legge spagnola autorizza infatti tutte le donne a ricorrere alla fecondazione assistita eterologa, anche quelle che non hanno un/a compagno/a fisso/a. Di questa incredibile possibilità possono usufruire quindi anche le coppie lesbiche.

Le “madri sole per scelta” sono donne molto diverse tra loro per estrazione sociale e stile di vita, che hanno però come comune denominatore un’età superiore ai 30 anni, una certa indipendenza economica e un fortissimo desiderio di avere un figlio, pur non avendo o non volendo un/a compagno/a di vita. Leggi il resto di questo articolo »