Guida sulla fecondazione artificiale in Spagna

Donazione di ovociti.

In Spagna la donazione di ovociti è regolata dalla Legge 14/2006 del 26 maggio, assolutamente anonima e soggetta a un compenso minimo per la donatrice.

Questa tecnica, praticata per la prima volta nel 1983, prevede la donazione di ovociti da una donna ad un’altra che non li produce o ne ha di qualità modesta. e hanno così pochissime o nessuna probabilità di avere un figlio anche con le tecniche di fecondazione assistita tradizionali.

Essa si realizza tipicamente in tre fasi; nella prima, la donatrice si sottopone al trattamento ormonale tipico della fecondazione in vitro, che ha lo scopo di stimolare la maturazione degli ovociti nel numero maggiore possibile. Nella seconda, gli ovociti vengono poi raccolti e fecondati in vitro. Infine, nel terzo e ultimo step, uno o più degli embrioni così ottenuti vengono trasferiti nell’utero della donna ricevente. Se gli embrioni sono numerosi, alcuni possono essere congelati per un uso futuro, ma non in Italia, dove la criopreservazione è vietata e sono massimo 3 gli ovociti impiantabili.

Di solito, nelle settimane che precedono il trasferimento di embrioni, la paziente deve seguire un protocollo ormonale a basso dosaggio, cioè estrogeni per via orale o per inoculazione, in modo da preparare l’utero.

Diverse leggi regolano nel mondo questa pratica legata alla fecondazione assistita e diversi sono anche gli approcci etici alla questione.

Ad esempio, l’ovodonazione piena, dove la donatrice offre tutti gli ovociti a pagamento, con cifre che arrivano anche a 7.000 dollari, è negli Stati Uniti oggi una pratica molto diffusa, regolamentata dall’FDA (Food and Drug Administration), mentre in Europa le leggi sulla fecondazione assistita a volte la vietano del tutto, come in Italia e in Germania. In altri casi ci sono grossi limiti, costituiti dal divieto dell’anonimato e/o dei pagamenti per le donatrici. In Danimarca è consentito soltanto l’egg sharing, metodo molto praticato anche in UK, che vede il soggetto sottoporsi al prelievo di ovociti per effettuare poi una fecondazione in vitro destinata al suo stesso corpo. Ritroviamo la pratica dell’ovodonazione, oltre che la citata Spagna, anche essa è presente anche in Grecia, Finlandia, Ucraina, Russia e Cipro, e altri paesi dell’Est, ma con alcune limitazioni di natura legale.

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