Guida sulla fecondazione artificiale in Spagna

Induzione dell’ovulazione.

Una delle terapie dell’infertilità usate più frequentemente per le donne consiste nell’impiego di sostanze che stimolano l’attività delle ovaie. L’induzione controllata dell’ovulazione consiste proprio nella somministrazioni di farmaci che agiscono a livello ovarico e stimolando la produzione dei follicoli.

Questa tecnica mira a provocare l’ovulazione in soggetti che altrimenti non potrebbero farlo, in quanto soffrono di anovulatorietà cronica, ed è anche una delle fasi della IA (vd. punto 10), in cui la somministrazione delle gonadotripine è fondamentale e precede di poco il momento clou dell’introduzione degli spermatozoi nell’apparato genitale femminile.  Nelle tecniche di fecondazione in vitro (FIVET), la dose di gonadotropine viene decisa in base a programmi personalizzati, per stimolare una produzione dei follicoli in numero più elevato rispetto alla inseminazione artificiale. Il dosaggio deve comunque essere sempre controllato, al fine di ridurre il rischio di effetti collaterali come la Sindorme da Iperstimolazione Ovarica.

La cosidetta stimolazione dell’ovulazione serve in donne che ovulerebbero anche senza farmaci. Funziona in maniera simile all’induzione e si utilizza soggetti che soffrono di oligomenorrea e che ovulano meno del normale, con conseguenti minori possibilità di rimanere incinta. Questa è anche la prima fase nelle tecniche di fecondazione assistita. I ginecologi possono decidere di sottoporre a una leggera stimolazione anche pazienti che ovulano normalmente, per aumentare le probabilità di un concepimento. Si usano a tale scopo il clomifene e ancora le gonadotropine, farmaci usati anche nella FIVET e nella induzione dell’ovulazione, ma le dosi sono molto più basse.

La chimica regola tutto in questo tipi di tecniche: per evitare un’ovulazione prematura, viene eseguita la cosidetta soppressione ipofisaria con farmaci che bloccano l’attività dell’ipofisi. Oggi i farmaci usati sono gli “analoghi del GnRH” (Decapeptyl, Enantone) e gli “antagonisti del GnRH” (Orgalutran, Cetrotide), somministrati come “preparati depot”, cioè con somministrazioni singole ad effetto prolungato, o come preparati ad emivita breve, i quali cioè richiedono somministrazioni giornaliere

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