Guida sulla fecondazione artificiale in Spagna

Inseminazione artificiale (IA).

L’inseminazione artificiale è la più diffusa e anche la più conosciuta tra le tecniche di PMA di base: essa consiste nell’introdurre gli spermatozoi all’interno del corpo della donna allo scopo di favorire la nascita di un embrione. Vari i luoghi dove si possono porre gli spermatozoi: nella vagina (inseminazione intravaginale o IVI), nel canale cervicale (inseminazione intracervicale o ICI), nelle tube (inseminazione intratubarica o ITI), nell’addome (inseminazione intraperitoneale o IPI) o nella cavità uterina (inseminazione intrauterina o IUI). Quest’ultima è la tecnica più usata, tanto che si tende spesso a definire l’intera gamma di inseminazioni possibili con la sola sigla IUI. Essenzialmente, un’inseminazione artificiale prevede una serie di tappe possibili che possono o meno essere eseguite, a discrezione del ginecologo e delle condizioni cliniche della paziente: in generale, si procede inizialmente ad una stimolazione dell’ovulazione, in cui si assumono farmaci che inducono l’ovulazione o stimolano le ovaie a produrre follicoli. Segue un monitoraggio dell’ovulazione tramite ecografie ed eventualmente dosaggi ormonali.

Ad essa eventualmente segue l’induzione dell’ovulazione con una dose di gonadotropina corionica. Bisogna poi preparare il liquido seminale, prodotto dal donatore qualche ora prima dell’inseminazione, e trattato in laboratorio per l’inseminazione. È questa la fase della capacitazione del liquido seminale, in cui vengono selezionati solo gli spermatozoi mobili e morfologicamente normali.

Arriva dunque la fase di inseminazione vera e propria, in cui il seme viene introdotto tramite un catetere nell’utero o nelle altre parti dell’apparato genitale per farlo incontrare con l’ovocita. L’operazione non è dolorosa, ma potrebbe esserlo a seconda della forma della cervice. La fase post-inseminazione viene adesso sostenuta con farmaci (progesterone o HCG) che favoriscono l’impianto dell’eventuale embrione prodottosi.

Nei giorni che seguono l’inseminazione, molti ginecologi tendono a prescrivere una terapia di sostegno a base di progesterone o di HCG, per aiutare l’impianto dell’eventuale embrione.

Quando si ricorre all’IA?

L’esistenza di un problema nell’interazione tra il muco cervicale e gli spermatozoi, oppure una scarsa qualità del liquido seminale o l’infertilità fanno decidere a favore dell’IA, mentre invece l’inseminazione non serve, e quindi viene scartata, in caso di oligospermia o astenospermia severa per l’uomo o nel caso di problemi tubarici per le donne.

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