Fecondazione assistita in Spagna

Guida sulla fecondazione artificiale in Spagna

La legge sulla fecondazione assistita in Spagna

La Spagna è stato uno dei primi paesi europei a votare una legge per regolamentare la fecondazione assistita (Ley 35/1988 sobre técnicas de reproducción asistida). Dopo il 2000, la Ley 45/2003 ha autorizzato l’uso a fini di ricerca degli embrioni congelati e sancito un limite di 3 ovociti fecondabili in ciascun ciclo di fecondazione in vitro. Nel 2006 la Ley 14/2006 sobre técnicas de reproducción humana asistida ha introdotto alcune riforme.

Quali i punti salienti? Vediamoli, argomento per argomento:

1)Accesso: consentito per tutte le donne maggiorenni, indipendentemente dal loro stato civile e orientamento sessuale; quindi anche alle single e alle lesbiche. Nessun limite di età per l’accesso a qualunque tecnica. Il consenso del marito è necessario solo se la donna è sposata.

2)Numero di ovociti fecondabili: nessun limite; è però lecito trasferire al massimo 3 embrioni per ciascun ciclo di fecondazione in vitro. Gli altri devono essere necessariamente congelati.

3)Congelamento di embrioni e gameti: legale. Essi possono essere dati per fini riproduttivi o assegnati alla ricerca scientifica, ma andranno distrutti se è scaduto il tempo massimo di conservazione e non si è decisa la destinazione.

4) Donazione di gameti ed embrioni: è consentita in forma gratuita e anonima. I donatori/trici (minimo 18 anni) avranno diritto ad un risarcimento solo per l’impegno fisico e il tempo impiegato; devono essere in buone condizioni, accertate da esami volti soprattutto a certificare l’assenza di malattie ereditarie, genetiche o infettive trasmissibili. Stesse condizioni  anche per gameti provenienti da altri paesi. Vietato usare i gameti di uno stesso donatore/trice per generare più di 6 bambini. Vietato e sanzionato gravemente usare per lo stesso transfer embrioni creati con seme di uomini diversi o con ovociti di donne diverse. Continua a leggere

Cosa è la fecondazione assistita.

Daremo in queste pagine una panoramica d’insieme sul tema della fecondazione assistita, la quale accende problematiche relative alla bioetica nel nostro Paese ed è oggetto di un acceso dibattito, in particolare rispetto all’uso della fecondazione eterologa.

Va ricordato che proprio dall’Italia, dove esiste una normativa molto restrittiva in tema di fecondazione assistita, regolata dalla legge 40 del 2004, si assiste ad ondate di turismo riproduttivo verso Paesi come la Spagna, meta privilegiata poiché consente sia l’ovodonazione che l’embrio-donazione, nonché l’anonimato dei donatori e la fecondazione assistita alle donne single.

Prima di addentrarci nella tematica a livello giuridico (rimandiamo al punto 2 per questo), bisogna fare una distinzione iniziale tra la procreazione medicalmente assistita, termine con cui si abbracciano tutti metodi e le risorse (cioè pratiche chirurgiche, terapie ormonali e/o farmacologiche o di altro tipo) che permettono di aiutarci a procreare, e la fecondazione assistita, con cui invece si indica solo la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo, o meglio, essa è il processo attrraverso cui si produce artificialmente l’unione tra seme e ovulo: per questo è spesso indicata anche come fecondazione artificiale. Continua a leggere