Guida sulla fecondazione artificiale in Spagna

procreazione assistita

Perché decidere di ricorrere alla procreazione assistita in Spagna?

Dopo l’approvazione della legge 40, del 10 marzo 2004, che vieta ogni forma di fecondazione eterologa, limita il numero di embrioni producibili e vieta la crioconservazione degli embrioni, sono tantissime le coppie italiane che vanno temporaneamente fuori per effettuare la procreazione assistita, dirigendosi soprattutto verso la Spagna, meta non solo più vicina a noi, ma con la legge più avanzata di Europa in materia.

Accoglienza pronta, medici esperti ed interpreti italiani che affiancano i pazienti in ogni momento. La Spagna vanta anche una percentuale di successo delle fecondazioni assistite altissima. La legge obbliga i centri a redigere un Registro di Attivita’ che raccolga tutti i dati riguardanti le operazioni svolte. Ad esempio, l’istituto Vallenciano de Infertilidad (Ivi), con i suoi dodici centri, dichiara che le donne incinte dopo una Fivet o una Icsi sarebbero oltre il 60 per cento, mentre l’Istituto Marqués di Barcellona registra il 47 per cento.

La Spagna permette la fecondazione eterologa per le coppie anche completamente sterili, l’inseminazione e/o l’ovodonazione per tutte donne single a prescindere dall’orientamento sessuale, una diagnosi pre-impianto per la prevenzione di malattie ereditarie e l’istituzione di strumenti di controllo dei centri preposti a tali pratiche. Si riconosce inoltre alla coppia o alla donna il diritto di decidere il destino dei “pre-embrioni” non utilizzati. Continua a leggere